Mind MGMT

scheda di Matteo Gaspari

Meru è una scrittrice di libri-indagine, il suo primo libro è stato un best seller, ma ora la vita sembra esserlesi incrinata addosso. D’improvviso, però, la motivazione: indagare sul volo dell’amnesia. Un caso clamoroso, irrisolto, che sembra fatto apposta per lei. Situazione strana, quella del volo dell’amnesia: aereo di linea nel quale, improvvisamente, tutti perdono la memoria. Scampato miracolosamente il disastro (provate voi a far atterrare un Boeing senza ricordarvi come si pilota) ci si accorge che stanno tutti bene (memoria a parte) ma che manca un passeggero: Henry Lyme.
La ricerca della verità su questo improbabile caso di cronaca, e soprattutto il tentativo di far luce sul mistero di chi o cosa sia Henry Lyme, sballotterà Meru da un lato all’altro del mondo e le farà scoprire un sacco di cose poco piacevoli: su sé stessa, sul mondo in cui vive, su come lo vive. E soprattutto sulla Mind Management, un’agenzia governativa super top segretissima composta da agenti con speciali facoltà mentali. Poteri che vanno dall’autoguarigione al prevedere il futuro, dall’inoculare messaggi subliminali nelle pubblicità al controllo mentale ed emotivo. Insomma, roba grossa.

Mind MGMT è il primo grosso lavoro di Matt Kindt, nel quale si cimenta sia come scrittore che come disegnatore per sei sotto-cicli narrativi da sei albi spillati l’uno. Il successo di questa serie targata Dark Horse aprirà poi all’autore americano svariate porte, consacrandolo a un moderato ma meritatissimo successo e lanciandolo verso nuovi lidi nei quali assumerà ruoli anche parecchio importanti. Uno su tutti, la corposa collaborazione all’universo Valiant.

Dico meritato successo perché, in Mind MGMT, Kindt dà una gran prova delle sue capacità. Utilizzando e reimpastando con intelligenza i topoi del genere spionaggesco/complottistico speziato ai super poteri l’autore riesce a conferire una buona personalità alla sua serie, confezionando un prodotto raffinato sia visivamente che narrativamente ed evitando di scivolare nel “già visto, già sentito”. Scivolone pericoloso quanto facile, soprattutto per una storia molto pop di un genere già largamente esplorato.
Invece il risultato è ben più che gradevole, e sfida il lettore con parecchi trick strutturali furbi ma funzionali. Ogni albo si apre e si chiude con micro storie slegate dalla vicenda principale: introducono personaggi e allargano il mondo della finzione. Qua e là compaiono finte pubblicità di finti prodotti con finti messaggi subliminali, in una sorta di secondario ma efficace esperimento metanarrativo. Ma la trovata migliore di tutte rimane la struttura delle tavole: le immagini si muovono dentro al riquadro blu di un modulo da compilare, ai bordi del quale sono trascritte le norme di comportamento del fittizio “manuale da campo Mind MGMT”. Regole che inizialmente paiono un dettaglio gratuito, una nota di world building, ma che un po’ alla volta diventano commentario alle vicende narrate e addirittura giocano con personaggi e lettori riferendosi direttamente a loro.

Il primo ciclo, squisitamente circolare, fa da preludio a una vicenda più grande nella quale Meru e la sua combriccola di ex agenti cercheranno di fermare la ricostituzione dell’agenzia. Sfortunatamente non leggeremo altro, a quanto pare.

In un mercato editoriale che assomiglia sempre di più a un’industria e sempre meno a un’attività culturale il caso di Mind MGMT sarebbe da studiare, per vari motivi. La serie viene inizialmente proposta alle fumetterie nel poco amichevole formato originale (spillatini sottilissimi dalla carta ruvida e leggera), impensabile da trasportare in libreria dove forse avrebbe avuto più appeal e quindi possibilità. Al primo giro di boa, la fine del primo ciclo narrativo, lo scarso successo porta a ritardare la continuazione, che procede molto dopo cambiando formato in favore di un brossurato che racchiude il secondo ciclo per intero. Una ristampa del primo arco in formato omologo viene promessa ma non vede mai la luce, così come i rimanenti due terzi della storia, tuttora inediti in Italia.

Fin qui nulla di strano: di progetti editoriali iniziati e lasciati a prendere polvere in un dimenticatoio nascosto, sperando che nessuno si accorga che, anche se per poco, sono esistiti, ce n’è quanti se ne vuole. Basta saper guardare. Però fa sorridere, amaramente, vedere stampate in quarta di copertina affermazioni tronfie del tipo “Mind MGMT è il miglior fumetto pubblicato al momento!”, se poi di quel miglior fumetto del momento si perdono le tracce. Ad oggi nessun annuncio, nessun messaggio di scuse ai lettori, niente di niente. Nessuno sa niente e chi sa non parla: Mind MGMT è semplicemente sparito, un po’ come Henry Lyme. Metanarrazione anche questa?
Mentre l’internet si scanna sui millimetri di troppo di questo o quel fumetto, o di quanto incapace sia quell’editore perennemente in ritardo con le consegne, sono queste le cose che davvero minacciano di rompere il patto di fiducia tra lettori ed editori, soprattutto con quelli “grandi e affidabili”.

Mind MGMT
Matt Kindt
7 volumi, 2014-2015, Panini Comics