1.33: We are (not) shrewd

di Gnomo Speleologo

Sonatina: monologhi (sur)reali a più voci.

«A volte mi viene da confrontare il mercato del fumetto con quello musicale. In quest’ultimo il lato promozionale è abbastanza rilevante. Una giusta strategia di marketing è capace di lanciarti, farti notare, ottenere consensi anche senza che vi sia una qual certa qualità a supportarti. Ieri sera mi sono interessato particolarmente al caso “Cambogia”, un cantante creato ad hoc dal collettivo di videomaking Ground’s Oranges ricalcando il successo di Calcutta. Personalmente l’ho scoperto solo dopo aver letto un articolo in cui si spiegava il processo che ha portato gli autori a inventarsi un cantante indie che riuscisse, se non a sfondare, a farsi recensire positivamente dai siti di settore; ma la vicenda mi ha catturato parecchio: è materiale che andrebbe sfruttato all’interno del panorama fumettistico. Ce lo vedresti un “Antibatterico” tutto nuovo, lanciato a suon di marketing, pronto a far esplodere la testa ai neo-diplomati?»
«Prima di tutto: non sono solo i neo-diplomati a leggere Zerocalcare–»
«E chi ti dice che stavo pensando a Zerocalcare?»
«A chi stavi pensando?»
«Tito Faraci.»
«Non so nemmeno chi sia. E poi nel mondo della musica c’è Youtube come piattaforma di lancio. Per i fumetti cosa c’è? Niente. L’autoproduzione non è sicuramente considerabile come piattaforma di lancio, mentre ormai Facebook è saturo di pagine di wannabe fumettisti–»
«Che brutto termine che hai usato.»
«Mi lasci parlare? Come dicevo: Facebook è saturo e non permette comunque la stessa visibilità di Youtube, anche solo nell’immediatezza di fruibilità.»
«Già, ma probabilmente, con le giuste persone, con il giusto spirito furbetto, con le battutine pop sulla cultura di massa, con il giusto editore alle spalle, tutto questo non sarebbe impossibile. Le case editrici dovrebbero cambiare mentalità e passare a una strategia di mercato più aggressiva, più costruita ma meno appariscente. Bisogna entrare nella mentalità in cui non ci si deve accontentare della classica recensione-marchetta positiva da parte del sito che ha un disperato bisogno di fumetti gratis e teme di innervosirti con una stroncatura, no!, bisogna entrare nella mentalità di un prodotto così chirurgicamente congegnato da attirare l’attenzione di tutti quanti, dai lettori che comprano solo su Amazon, alle pagine Facebook di meme; dal sito di varia alla colonnina di Repubblica. Per tale obiettivo dovrebbero pensare prima alla figura dell’autore che all’opera; puntare tutto sulla facciata, sulla struttura commerciale alle spalle di un prodotto che, arrivato a un certo punto, non necessiterà più di contenuti di qualità. Sarà lo stesso autore il prodotto da vendere!»
«Non sembra una cosa molto salutare per questo settore.»
«Ma sarebbe una svolta divertentissima sotto l’aspetto “gossip”.»
«Sei uno sfigato.»
«Guarda che c’è gente che ci crede davvero a quello che dico. Pensa a…»