The Five Star Stories

scheda di Matteo Gaspari

The Five Star Stories è un ottimo esempio di fumetto che non ha ricevuto l’attenzione meritata nonché uno dei primi titoli cui penso nei termini “è un peccato che a malapena si sappia che esiste”.

Tematicamente possiamo affermare che ci troviamo di fronte, a livello zero, a un manga di robottoni intriso di un certo respiro high fantasy. Ma anche questa definizione formalmente adeguata risulta, a conti fatti e a lettura terminata, riduttiva fino a sembrare ingiusta: la narrazione di Mamoru Nagano è senza dubbio un unicum nel panorama del fumetto giapponese, e come tale è impossibile da classificare.

Quindi proviamo a ripartire da trama ed ambientazione. Il sistema stellare del Joker ha cinque stelle, ognuna con dei pianeti abitati da un’umanità dall’aria familiare ma evoluzionisticamente ben lontana dalla nostra. Regni, imperi e città libere convivono in questa galassia sfaccettata e diversificata (scordatevi i pianeti mono-tema di tanta fantascienza in cui c’è il mondo-città, il mondo-foresta, il mondo-deserto e via discorrendo). Le principali armi di questa civiltà sono i Mortar Headd, robottoni nel senso classico (o quasi) del termine che possono essere pilotati solo da individui eccezionali tramite la mediazione delle Fatima, androidi quasi sempre dai tratti femminei sulla cui importanza ruota gran parte della vicenda e del messaggio del fumetto.

In questo scenario individui fuori dal comune muovono le fila del destino vivendo, al contempo, esperienze quotidiane che poco alla volta muteranno il sistema del Joker verso un futuro irriconoscibile. Abbiamo quindi Amaterasu, il semi-dio imperatore splendente, e Ladios Sopp, suo alter ego/personalità alternativa; le tre dee del destino, le Fatima Atropos, Klotho e Lachesis; la Sacra Lama Douglas Kaien; la dinastia dei Chorus; il mago BothYas’fort e la sua sete di potere; i mirabili cavalieri Mirage; i Draghi…

Le vicende di questa moltitudine di personaggi ci vengono raccontate con il distacco, ma anche con l’amore, tipico dell’epica e dei miti dei tempi andati, con un incedere deliberatamente e orgogliosamente non lineare. Il primo capitolo racconta la fine: il Joker è unificato sotto il controllo di Amaterasu e l’ultimo scontro tra Mortar Headd segna l’inizio di una nuova era. Poi si salta indietro nel tempo, all’inizio cronologico della nostra storia, e si proseguirà spostando via via il focus su vicende anche temporalmente lontane tra loro di decine di migliaia di anni (nel passato o nel futuro). A tenere tutto assieme, concedendo al lettore di non lasciarsi travolgere, perdendosi nella complessità dell’intreccio, in apertura di ogni volume si trovano le schede dei principali personaggi che vi si incontreranno e, in chiusura, una timeline completa della storia del Joker.

È strano approcciarsi alla lettura sapendo già cosa succederà, conoscendo in partenza la storia di quel mondo che in una narrazione ordinaria scopriremmo pagina dopo pagina, ma la maestria di Mamoru Nagano sta proprio nel rendere giustizia ai singoli eventi, nel concentrarsi sul “come” succede invece che sul “cosa” succede, nel restituire al lettore quel senso di poetica epicità delle leggende sulla formazione del mondo e sulla straordinarietà degli individui che ne sono stati i protagonisti.

The Five Star Stories è una lettura complicata che richiede una certa dedizione (e forse anche carta e penna), è innegabile. La narrazione procede smaccatamente non lineare e necessita di prestare attenzione a dove e quando siamo; i moltissimi personaggi intrecciano le loro strade in modi inaspettati, cambiando regolarmente vestiti e acconciature (che sembra un dettaglio banale ma, nel fumetto seriale, spesso non lo è affatto) così come nome, carattere, identità e sesso; l’attenzione ai dettagli e la maniacale raffinatezza di ogni tratto implorano di studiare con lentezza ogni tavola, ogni frammento di tessuto, ogni emblema, ogni didascalia storiografica; character e mecha design, anch’essi raffinatissimi, sono quanto di più lontano si possa immaginare pensando ai “robottoni”.

Non sono così innamorato dell’opera da non comprendere che tutti questi aspetti rendono il gigantesco lavoro di Nagano un manga fuori dal comune, che può risultare ostico e fuorviante fin dalle prime pagine. Ma lo sono abbastanza da riconoscere che è proprio in quegli aspetti che stanno la sua grandezza, la sua unicità e il suo fascino.

Giunto in Italia ventitré anni dopo la sua prima pubblicazione in Giappone, circondato da un catalogo, quello di Flashbook, difficilmente all’altezza di un prodotto così sofisticato e segnato da un prezzo di copertina importante (per l’epoca), The Five Star Stories ha avuto la sua possibilità troppo tardi ma al contempo troppo presto. Difficile intuire se il panorama sia cambiato abbastanza da concedergli un secondo giro di giostra, almeno filologico, ma la speranza è l’ultima a morire.

The Five Star Stories
Mamoru Nagano
12 volumi, 2010-2013, Flashbook