2.03: Fin dall’inizio

Sonatina: monologhi (sur)reali a più voci.

di Gnomo Speleologo

«Ultimamente, parlando con alcuni amici interessati al fumetto-mondo, mi sento dire sempre più spesso che questo qui è un mercato autoreferenziale. Nel senso che si auto alimenta, soprattutto all’interno delle autoproduzioni.»
«Dici che le autoproduzioni si autoalimentano, perché rinchiuse in un mercato autoreferenziale?»
«Sì. Coloro che si stampano i loro fumettini sono gli stessi che poi li comprano dai loro amichetti.»
«Ti stavo prendendo per il culo. Non sono veramente interessato a quello che stai dicendo.»
«A me fa un certo effetto: all’interno di questo settore si smuovono solo poche centinaia di persone. Siamo nell’ordine delle decine, delle centinaia, non delle migliaia.»
«Decine di centinaia, o di migliaia?»
«Decine e basta.»
«Tu non capisci quando ti prendo per il culo.»
«A parte alcuni autori comunemente accettati all’infuori del mercato, quegli autori che godono di una fama televisiva e non ristretta al campo degli appassionati, tutti gli altri sopravvivono grazie a un numero relativamente esiguo di lettori. Pensaci bene: anche il peggiore degli youtuber è in grado di surclassare con un solo video i dati di “ascolto” che i fumettisti combattono per raggiungere.»
«Per non parlare che, se proprio va male, agli youtuber avanza sempre la possibilità di fare un fumetto per la Shockdom, la Magic Press, o qualche altra casa editrice.»
«Hai ragione, ma non le biasimo…»
«Chi non biasimi?»
«Le case editrici.»
«Ah! Non biasimi le case editrici!»
«No.»
«Questa è bella. Una boccuccia come la tua.»
«Cosa stai cercando di dire?»
«Niente.»
«Cosa… Cosa volevi dire?»
«Niente!»
«Non mi è piaciuto quel tono.»
«Stavi parlando degli youtuber.»
«Lanci il sasso e nascondi la mano, mh?»
«Ma no.»
«Tu, bello come il sole, qui davanti a tutti, dici che sono un… cosa sarei? Un pettegolo? E ora cerchi di risolverla tornando a parlare del–»
«Gli youtuber!»
«Ok. Allora, dicevamo– Gli youtuber. Non biasimo le case editrici che si buttano in queste iniziative editoriali perché, per quanto se ne possa parlare, un ragazzetto che dice parolacce su un canale delle proporzioni di Youtube avrà sempre più richiamo di un collettivo che si autoproduce i fumetti per i fatti suoi. A muovere i soldi, i soldi veri, sono i numeri. Una casa editrice ha bisogno di puntare sui numeri, a costo di perderne in qualità. E non c’è niente di meglio che affidarsi a qualcuno che possiede già un piccolo esercito di adepti, pronto a seguirlo ovunque vada. Negli ultimi tre anni ho come la sensazione che il settore editoriale si stia sfidando alle creazioni di personaggi di tendenza: capaci di fidelizzare i lettori indipendentemente dalla qualità dei loro prodotti. Piccoli Frankenstein, creati ad hoc per poter vendere quanto basta da guadagnare la pagnotta di fine mese. Per questo dico che quando non si trova più merce appetibile all’interno del settore principale, non bisogna avere paura di pigliare dagli altri media, più potenti e attraenti per le nuove generazioni.»
«Sai cosa? Se ci fai caso, all’interno di questa rubrica ripeti sempre le stesse cose.»
«Un pochino sì. Ma questa volta ho dovuto improvvisare.»
«Non ti eri preparato niente?»
«No.»
«L’avevo capito fin dall’inizio.»