Klub zin, creare qualcosa di nuovo

Abbiamo intervistato Anna, editor di klub zin, per parlare del nuovo numero della rivista, attualmente in fase di finanziamento su Kickstarter, per capire com’è nato il progetto e come procederà.

Puoi raccontarci del momento in cui hai deciso di dare vita a klub zin? Cosa ti ha spinto a farlo?

Non ricordo esattamente com’è successo. Non apprezzavo particolarmente quello che veniva pubblicato in Polonia all’epoca e volevo creare qualcosa di nuovo. Sono stata influenzata da un amico che stava già pubblicando una zine da cinque anni, e a una cosa è seguita un’altra… Non è stata esattamente una decisione, è successo naturalmente.

Com’è la scena fumettistica in Polonia?

Sta migliorando sempre di più, ogni giorno, il che mi rende davvero felice. C’è stato un tempo, in passato, in cui era tutto super stantio, ma adesso si sta espandendo e sta facendosi più flessibile, più aperto. Fino a qualche tempo fa era una comunità così piccola che tutti conoscevano tutti ed era difficile farsi notare se non facevi esattamente quello che facevano tutti gli altri. Apprezzo il fatto che ora si stia facendo più rilassata e inclusiva.

E come si colloca klub zin al suo interno? La consideri un microeditore o una zine vera e propria, o come qualcosa di intermedio? Lo chiedo perché klub zin è un progetto interessante: come alcune autoproduzioni italiane, ha un gusto molto indipendente, ma al contempo molto raffinato sia nella confezione che nei contenuti (il che la allontana dalla tipica fanzine underground).

Grazie! SI potrebbe dire che sono un editore, dato che non disegno personalmente per klub zin,mentre di solito le zine sono fatte dagli artisti stessi. D’altro canto, non credo che sia grande abbastanza, quindi forse sta da qualche parte nel mezzo. Voglio dare ai fumettisti la possibilità di pubblicare il loro lavoro esattamente come lo intendono, e forse è per questo che la chiamo una zine. Ogni numero di klub zine ha un tema, ma le indicazioni finiscono lì: non c’è limite di pagine, non faccio correzioni o cambiamenti alle storie.

Quindi non c’è un processo di editing, in cui tu e l’artista lavorate assieme attorno al tema del momento per creare qualcosa di specifico?

Libertà!

Riguardo il tema della pubblicazione ho due domande. Come scegli di volta in volta il tema? E, di conseguenza, come scegli gli artisti che comporranno una data edizione di klub zin?

Il tema è, in un certo senso, random. Per esempio, con i miei amici mi riferivo al secondo numero di klub zin come “l’altro”, e allora ho pensato che sarebbe stato interessante farne il tema. Volevo che fosse qualcosa di facile da fare e comunicare, che non fosse troppo impegnativo. Ed è divertente vedere come ogni tema può essere interpretato in diversi modi.
Per quanto riguarda gli artisti, ho una vaga idea di come voglio che il numero appaia, ma perlopiù scelgo le persone che più mi interessano al momento. Al contempo però voglio essere sicura che ci siano molti stili diversi, sia nei disegni che nello storytelling.

Come hai deciso per il crowdfunding? E com’è stata, finora, l’esperienza con Kickstarter?

klub verrà pubblicata in ogni caso, sia che la campagna vada a buon fine che in caso contrario. Io risparmio quel che posso per riuscire a pubblicare nuovi fumetti, ma posso arrivare solo fino a un certo punto: in realtà c’è un secondo progetto in attesa, al momento, che pubblicherò se il Kickstarter funzionerà a dovere. Il crowdfunding aiuterebbe anche a tenere più basso il prezzo di copertina, dato che praticamente copre il costo di stampa che, per una piccola tiratura (klub zin # 2 era stampato in 300 copie), è alto in ogni caso.
Ma Kickstarter mi ha anche aiutato a diffondere klub zin e finora la reazione è stata molto buona!

Una tavola di Ema Gaspar per klub zin #3

Cosa ci puoi dire di klub #3, attualmente in fase di finanziamento? In che modo è differente dai numeri precedenti, tanto da farti decidere di pubblicarlo in due libri?

Ho pensato che dividerlo in un volume di fumetti e uno di illustrazioni fosse un’idea interessante, così ci saranno due libri: klub zin #3A e klub zin #3B. Entrambi formano klub zin #3, che sarà un set. Sto solo sperimentando un po’ con il formato.

Vedo che ci sono almeno due autori italiani nel rooster di klub #3, Martoz e Fabio Tonetto: sono felice di vederli in questo tipo pubblicazione internazionale! Come li hai scoperti?

Sono stata invitata a Bologna per il festival BilBOlbul e lì ho visto Zambesi di Paolo Cattneo e Fabio Tonetto (2017, Delebile) e La Mela Mascherata di Martoz (2017, Canicola Edizioni). Ho anche incontrato Dario Sostegni di Doner Club, e sarà anche lui in questo numero di klub zin 2. Devo quindi ringraziare molto Delebile per questo [dato che Delebile era l’organizzatore, nel 2017, di URCA Festival, festival dell’autoproduzione parallelo a BilBOlbul, NdR].

Una tavola da Sempre insieme, di Dario Sostegni (2017, Canicola Edizioni)

Ultima domanda… a ripensarci ora, c’è qualcosa che dei precedenti numeri di klub zin che faresti diversamente?

Sceglierei una carta più leggera per klub zin #1.

Invece, qual è quella cosa che rende klub zin… bè, klub zin?

Cos’è che fa klub zin? La creo per me stessa e sono la sua più grande fan. I più bei momento sono quando la assemblo e quando la leggo. È qualcosa sulla quale posso lavorare duramente e, allo stesso tempo, divertirmi mentre lo faccio. Spero che klub zin rappresenti questo tipo di esperienza anche per artisti e lettori!

Una tavola di Martoz per klub zin #3

La campagna per il finanziamento di klub zin #3 si concluderà giovedì 2 agosto.

Per contribuire, visita la pagina del progetto su Kickstarter.