Luna del mattino

scheda di Gnomo Speleologo

Luna del mattino si apre con una giornata di merda.
L’inverno più caldo degli ultimi cento anni, lo smog, il traffico incessante, la disoccupazione alle stelle e il proprietario dell’appartamento che viene a cercare l’affitto arretrato. In dieci pagine la più classica delle classiche giornate di merda contemporanee. È così che si apre Luna del mattino.
Un caldo incessante fuori stagione, prostitute e precarietà.
Un ragazzino che fuma.
Un lavoro ripetitivo, mal pagato, capace di trasformarti in un numero apatico.
Compagni di scuola che ti prendono di mira.
Famiglie incapaci di rimanere unite.
È così che si apre Luna del mattino, ma in tutto questo c’è anche una forza stordente, quella di saper rispondere con menefreghismo, con l’incapacità di piangersi addosso. Come bisognerebbe comportarsi all’inizio di una brutta giornata? Subire disturbi da stress post traumatico? Chiudersi in una stanza, sopraffatti da una tragica depressione tirannica? Non ce n’è proprio motivo, soprattutto se sei uno studente delle medie, un adulto senza lavoro, il magazziniere di una catena commerciale, o la maestra di un asilo nido.

È vero: c’è il caldo, un maledetto caldo invernale; ci sono i social network, smartphone ovunque, tutti si fanno i cazzi degli altri; poi c’è l’automazione del lavoro e il bisogno di racimolare due spicci per pagare l’affitto; c’è il sesso, la voglia di scopare, o anche solo di scoprire la propria sessualità; ci sono i litigi, i bulli, gli incontri, e ancora il caldo, le sigarette, i soldi, le droghe, l’alcol, le rotture di coglioni, i bar, le macchine, le situazioni familiari precarie e, infine, la vita.
La vita è un casino. Una giornata di merda dopo l’altra, 24 ore di pura sopravvivenza, con la consapevolezza che qualsiasi cosa è oltre le proprie possibilità, oltre le proprie capacità di controllo. L’unica cosa che ci è concesso fare è fregarcene: fregarcene di tutto, del riscaldamento globale, della precarietà del lavoro, della famiglia, dei social network e dei bulli. Sorridere e andare avanti.
Questo è Luna del mattino. La poetica dell’ordinario.

Perché l’ordinario, arrivati al 2018, è uno schifo. E Francesco Cattani è il narratore più adatto a raccontarlo con sarcasmo, seguendo personaggi che reagiscono, capaci di vivere con una forza straboccante e impetuosa. La quotidianità, in questo fumetto, si racconta per mezzo di azioni, di personaggi che vivono attivamente all’interno della propria realtà, compiendo un ciclo di vicende incessanti all’interno di un’unica giornata apparentemente qualsiasi.

Non vi è ordinario più meraviglioso di quello sporco, violento e pericoloso, ma capace di trasformare un ragazzino delle medie in un moderno eroe alla ricerca di riscatto, di un posto dove stare, di una giornata da portare a buon fine, senza troppe rotture di coglioni.
Luna del mattino descrive l’impossibilità di fermarsi a rimuginare sul senso della vita, poiché la società stessa in cui viviamo non lo permette. Cattani sembra ripeterci costantemente che chi si ferma è perduto senza dimenticare, però, che la bellezza dell’ordinario è capace di palesarsi anche nei momenti più impensabili, durante una normale giornata di sopravvivenza.

Luna del mattino
Francesco Cattani
2017, Coconino Press – Fandango